Gruppo appartamento

I Gruppi Appartamento, sono piccole unità di convivenza che consentano il reciproco adattamento degli ospiti e rendano possibile un modello esistenziale più vicino a quello della famiglia.

Gli inquilini devono partecipare ampiamente all’organizzazione quotidiana, ai fini di una loro progressiva autonomia. Tra i principali obiettivi, vi è quello di comunicare realmente agli interessati e al contesto sociale un messaggio di responsabilizzazione e di autonomia. Pertanto la gestione viene quasi totalmente affidata agli ospiti, con un monitoraggio “leggero” da parte degli operatori senza nessun condizionamento per l’organizzazione delle giornate. I condomini vengono informati esplicitamente della presenza di coinquilini portatori di patologie psichiatriche.

All’obiettivo sopra indicato, si collegano altri importanti aspettative. Prima di tutto, quella che le persone con problemi di salute mentale possano maturare consapevolezza rispetto al diritto a un’identità non definita dalla patologia. Inoltre, favorire una “riabilitazione al sociale”, incoraggiando il contesto a promuovere relazioni confermanti e significative e ripristinando, dove è possibile, rapporti con amici e familiari. In terzo luogo, ci si aspetta che le persone diventino progressivamente indipendenti anche in rapporto alla dimensione burocratica della loro vita quotidiana.

Dalla riflessione sull’esperienza dei Gruppi Appartamento, sono emersi diversi indicatori che consentono di cogliere il raggiungimento o meno degli obiettivi: l’integrazione degli ospiti nell’ambiente di vita; la riduzione del monitoraggio; la riduzione dei ricoveri in Psichiatria; l’estensione di comportamenti di autonomia in rapporto alla gestione della vita quotidiana.

A fronte di questi indicatori, sono stati individuati alcuni parametri:

  • Cura di sé (igiene, estetica, abbigliamento, assunzione farmaci, utilizzo servizi sanitari, ecc.)
  • Manutenzione della casa (pulizie, cura degli arredi, ordine dell’ambiente, utilizzo degli elettrodomestici, gestione della cassa comune, ecc.)
  • Alimentazione attiva/passiva (fare la spesa, preparare gli alimenti, frequentare luoghi di ristorazione come pizzerie o ristoranti, ecc.)
  • Socializzazione (relazioni, partecipazione e organizzazione di feste, corrispondenza epistolare e telefonica, gite, viaggi, soggiorni estivi, montani, ecc.)

La decisione di collocare pazienti psichiatrici in gruppi appartamento, finalizzati a un’indipendenza dai servizi, si basa sulla diagnosi e sull’evoluzione della loro storia. Dalla cartella clinica si rilevano alcuni indizi su cui basare una prognosi di successo – o meno – dell’esperimento. Ad esempio: la consapevolezza e il grado di accettazione della malattia o il grado di autonomia già espresso nella quotidianità.  L’attenzione a queste linee guida è quindi soprattutto rivolta al confronto tra un “prima” e un “adesso” dei comportamenti delle persone. Gli indicatori sono comportamenti effettivamente rilevati, in grado di documentare i successivi passaggi: da un “prima” caratterizzato da una totale dipendenza dall’operatore e dalla struttura, fino a un “adesso” caratterizzato da atti di evidente autosufficienza, iniziative e assunzioni di responsabilità.